Quest’anno la Notte Bianca approda
anche nei quartieri Nord di Napoli.
Si farà festa a Secondigliano con la musica
travolgente di Tullio de Piscopo, il batterista partenopeo
che ripercorrerà in concerto la sua storia
musicale, dai vecchi successi come Andamento lento
ai pezzi blues. A mezzanotte, poi, Viva Viva
il Varietà, uno spettacolo omaggio al vecchio
Cafè Chantant. Sul palco di Via Dante sicure
anche le risate, grazie alla comicità di Nello
Iorio e Gaetano De Martino.
Nella Municipalità 8 si fonderanno i ritmi
tipici napoletani con le melodie e i costumi dei Paesi
dei Balcani che affacciano sul Mediterraneo.
Al Cinema Felix di Chiaiano arriva la Compagnia italo-bosniaca
con lo spettacolo “Ruho - La Dote”, che
racconta della vicenda dolorosa del conflitto bosniaco,
uno spaccato familiare nel contesto di un dopoguerra
difficile.
Sul palco di Via Monte Rosa sarà di scena la
napoletanità. Alle 21, Blandizzi proporrà
tra pop e tradizione i brani più significativi
della sua carriera, rileggendo la tradizione facendola
convivere con la canzone d’autore. Subito dopo,
“Da casa mia non si vede Capri”, show
di Peppe Lanzetta all’insegna della contaminazione:
un incrocio tra reading napoletano e musica, a metà
strada tra Jack Kerouack e la 167.
Alle 23 tocca ai 'e Zezi, lo storico gruppo folk operaio
di Pomigliano, che scacceranno via i “Maluocchie”:
passando tra il pubblico con incenso e aglio, tra
ritornelli e riti scaramantici. Salirà poi
alla ribalta Enzo Gragnaniello con NeapolisMantra,
che riprende e amplifica la dimensione spirituale
della sua musica rielaborando in chiave fado alcuni
suoi grandi successi, ai quali aggiunge classici della
cultura napoletana.
Al Corso Chiaiano il pubblico potrà divertirsi
con il cabaret di Angelo Belgiovine e di Manzoeto
e Pezzella, prima di lasciarsi conquistare dalle note
de I Tropici del P'razzo. P'razzo è la versione
dialettale dell'albero del Perazzo, che cresce spontaneamente
sulla Murgia Barese: accanto ai suoni tipici di questa
zona, lo spettacolo propone l’esecuzione di
musiche balcaniche, greche, marocchine e kletzmer.
Si ride anche in Piazza Nazareth, con i monologhi
esilaranti di Antonio Riscetti e Carmine Sarago. Sarà
poi il momento della musica: spazio prima ai Naufraghi
del Mediterraneo, e poi a Vito Mercurio e famiglia
d’arte, che presentano Cristiano e Arabo: come,
cioè, ritmi e canto popolare possano accomunare
popoli e culture apparentemente diversi tra loro.
(19/09/2006)
L’ufficio stampa