Oltre
due milioni di persone in strada, eventi in tutte le
piazze, una straordinaria partecipazione di “spettatori
– attori” al di là di qualsiasi previsione:
la Notte Bianca napoletana dello scorso anno, nella
sua prima edizione, fece registrare un boom che lanciò
la città tra le protagoniste massime di simili
eventi.
Per la seconda edizione, il prossimo 30 settembre, la
Notte Bianca riserverà un mare di sorprese con
una serie di innumerevoli appuntamenti legati da un
filo conduttore: Il Mediterraneo, mare di cultura. Questo
il tema del più grande appuntamento spettacolare
della città.
Il mare bagna Napoli e la sua Notte
Bianca con il suo porto ed il suo profilo geografico,
la città è l’approdo naturale
dei popoli, delle culture e delle tradizioni provenienti
dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Questa sua innata vocazione l’ha
resa, nei secoli, un esempio tra i più significativi
di come i linguaggi di culture diverse si incontrino
e si mescolino generando espressioni artistiche uniche
e irripetibili. E, in occasione della Notte Bianca,
sugli oltre cento palcoscenici della città,
nelle piazze, per le strade, fra i monumenti, quei
linguaggi si mostreranno, si confronteranno, si contamineranno,
cercando e riconoscendo in se stessi le matrici comuni,
le assonanze e le differenze.
L’intera città si prepara,
sulla scorta dell’esperienza maturata l’anno
scorso, ad accogliere e far vivere suoni, sguardi
e gesti di artisti di differenti origini e culture.
Ad anticipare la kermesse del 30 settembre, iniziative
varie si terranno nei giorni 28 e 29 settembre
Novità importante della seconda
edizione il protagonismo delle nuove municipalità:
ciascuna delle nuove aree amministrative del territorio
comunale ospiterà simbolicamente uno o più
Paesi del mediterraneo. La Notte Bianca si potrà
vivere ovunque e la grande festa non avrà centro
e periferia.
Naturalmente non mancheranno i big: Pino Daniele,
Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Lucio Dalla,
Antonello Venditti. Tantissimi gli artisti di casa:
Eduardo De Crescenzo, Eugenio Bennato, Valentina Stella,
Sal Da Vinci, Gino Rivieccio, Lino D’Angiò,
un elenco nutritissimo. Tra le tante chicche della
serata lo spettacolo “Era di maggio” del
maestro Roberto De Simone, e “SuperTaranto”,
un omaggio al grande Nino.
Nel rispetto del tema Il Mediterraneo un mare di cultura,
dall’Algeria verrà Khaled, dalla penisola
iberica i Madredeus, dal Libano Rabih Abou Khalil,
dall’Egitto I Musicisti del Nilo, dal Marocco
Gnawa Sidi Mimoun, dall’Albania la Fanfara di
Tirana con Nico Zela, dalla Palestina Amal Murkus,
dalla Siria i Dervisci Rotanti di Damasco.
Per l’occasione, dunque, Napoli
si apre al mare e diventa mare essa stessa, accogliendo,
nel cuore delle sue municipalità, le espressioni
artistiche dei vari Paesi del Mediterraneo: l’area
nord della città riceverà i metissages
francesi e i ritmi dispari provenienti dai Balcani;
la zona orientale incontrerà le tradizioni
della Grecia, della Turchia, del Libano, della Siria,
dell’Albania e di Cipro; le municipalità
a sud ospiteranno le storie dolenti e il futuro di
speranze di Israele e Palestina, l’incanto dell’Egitto
e il fascino di Libia e Tunisia; ad ovest giungeranno
i profumi del Maghreb e i colori della penisola iberica.
Ovunque, poi, l’Italia e le tradizioni del suo
teatro, della sua musica, della sua danza, dal Salento
alla Sicilia, dalla tammorra alla pizzica, fino a
Napoli e alle mille espressioni della sua arte.
Per un gemellaggio tra le Notti Bianche
delle due città tra le più antiche d’Europa,
da Parigi giungerà una mostra fotografica di
due artisti, un palestinese ed un israeliano, realizzata
lo scorso anno per la Capitale francese.
Tre continenti sbarcheranno in città:
la molteplicità delle culture in perenne mutamento
dei Paesi dell’Europa meridionale; il mistero
del Nord Africa che, seppure tanto presente nelle
radici più profonde del nostro DNA culturale,
può apparire oggi, più di ieri, lontano,
diverso o addirittura incomprensibile; le dolorose
contraddizioni e la storia densa del Medio Oriente
asiatico.
Culture che verranno declinate sotto
le diverse latitudini, coniugate al passato, al presente
e al futuro.
Culture che si incontreranno e si
confonderanno tutte insieme, tutte in una notte, tutte
rappresentate sul palcoscenico di una città
che, per una nottata, diventa un immenso teatro a
cielo aperto.
Napoli diventerà mare, un mare
di cultura, di solidarietà, sarà la
festa dello “stare insieme”, tanti, tutti,
ovunque.
(08/09/2006)
L’ufficio stampa