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DICHIARAZIONE ANDREA
COZZOLINO
Assessore Regionale alle Attività Produttive
Napoli è una metropoli multietnica. È nel
suo dna, nella sua storia. Grecia, Turchia, Libano, Siria, Albania, Cipro,
Israele, Palestina, Egitto, Maghreb, Penisola Iberica, Libia, Tunisia,
Italia: saranno protagonisti della Notte Bianca 2006, la più grande
kermesse culturale della città. Lo saranno ancora di più
i cittadini, che avranno un’altra grande occasione per vivere un
evento unico e dimostrare l’innata vocazione all’ospitalità
e alla generosità.
Sarà una notte di festa e di solidarietà, nella quale dedicheremo
una particolare attenzione ai bambini del Mediterraneo coinvolti nei conflitti.
Sarà, ancora una volta, la notte del commercio. A meno di un anno
di distanza, vogliamo migliorare il successo della prima edizione quando,
con 2 milioni di persone in piazza, registrammo un volume d’affari
di 50 milioni di euro, generando entrate fiscali per circa 9 milioni.
Quest’anno la festa si fa in tre, con due giorni di iniziative “aspettando
la Notte Bianca” del 30 ottobre 2006. L’obiettivo è
quello di tenere il più a lungo possibile i negozi aperti. Per
vivere la città in ogni suo aspetto, dal centro alla periferia,
in maniera più distesa e gioiosa. Una città in cui sarà
possibile fare shopping per due sere consecutive oltre l’orario
consueto e per l’intera notte del 30. Vivere la città in
tutta la sua essenza, perché una città viva è meno
esposta ai rischi.
Napoli, anche grazie al gemellaggio con Parigi, tornerà a essere
punto di incontro di linguaggi e tradizioni diverse, centro ideale di
tre continenti: danze, musiche, ritmi, profumi di terre vicine e lontane
si alterneranno, confondendosi e contaminandosi, travolgendo gli spettatori
che affolleranno fino all’alba le vie cittadine. Sarà un
modo per affermare Napoli come riferimento naturale della cultura mediterranea.
Un modo per far avvicinare, anche solo per una notte, i popoli del Mediterraneo
e partire dalla riscoperta delle radici comuni, per pensare tutti insieme
a un futuro di convivenza e solidarietà.
Andrea Cozzolino
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