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Notte Bianca 2006
a Napoli, il ritorno di Peppino Gagliardi
Una della sorprese dalla Notte Bianca 2006 di Napoli è
senza dubbio il ritorno sulle scene di Peppino Gagliardi, che si esibirà,
insieme con il figlio Massimiliano, in un concerto a due pianoforti alla
Rotonda di via Giustiniani a Soccavo, alle 22,30.
Per l’Aznavour italiano un grande ritorno, con le sue melodie che
rimandano alla tradizione napoletana. Tra i più famosi brani dell’artista
riascolteremo ‘Settembre’, ‘Come le viole’, ‘Gocce
di Mare’, ‘Che vuole questa musica stasera’.
1)Peppino Gagliardi, ma dov’è stato
per tutto questo tempo?
<<Nella mia campagna romana….scherzo, in Italia non sono stato
molto presente, ma sono stato in tournée all’estero. Posti
come Giappone, Il Cairo, Alessandria D’Egitto. Alcune proposte che
arrivavano dall’Italia le ho rifiutate, perché non le ritenevo
in linea con la mia musica>>.
2) Ed ecco invece questo ritorno alla grande, nel
maggiore evento cittadino…
<<Sì, ed è una vera gioia, tornare a’casa mia…e
poi, per la Notte Bianca, una manifestazione unica nel suo genere. Questa
era poi l’occasione giusta per il mio ritorno, anche perché
sto preparando un nuovo disco. Con mio figlio Massimiliano, abbiamo rivisitato
i miei pezzi più belli, e aggiunto brani nuovi. E’un’operazione
importante, saranno riproposte le mie canzoni più note, ma con
un sound più moderno, come se le avessi fatte oggi>>.
3)Il concerto di Napoli segna dunque una nuova
stagione di Peppino Gagliardi?
<<Direi di sì, visto che all’inizio del prossimo anno
con l’uscita del disco comincerò una tournée teatrale
che vorrei concludere, tra l’altro, proprio a Napoli>>.
4) Lei fa musica da oltre quarant’anni, con
uno stile preciso, e un’eleganza che è il suo tratto distintivo.
Che pensa dell’attuale musica napoletana? Qual è la differenza
tra quando lei ha iniziato ed ora?
<<La grande, sostanziale differenza è l’avvento
dell’elettronica. Prima, un musicista e un pianoforte facevano un
concerto, ma il musicista doveva essere bravo e il piano accordato. Oggi,
con una tastiera chiunque è in grado di fare musica. Voglio dire,
l’elettronica messa al servizio di un bravo artista ne può
solo esaltare le capacità, ma usata da chi conosce a stento le
sette note diventa uno strumento che ne neutralizza i difetti e ne esalta
le capacità, qualora le avesse…>>
5)L’elettronica insomma produce dilettanti….e
i nuovi cantanti napoletani?
<<Questo è il rischio, anche se sono convinto che la musica
napoletana oggi è in ottime mani; penso ad artisti come Enzo Gragnaniello,
Nino Buonocore, Eduardo De Crescenzo e, ovviamente, Pino Daniele. Grandi
poeti, che usano la lingua napoletana come gli anglosassoni usano l’inglese.
Due lingue che hanno la stessa musicalità>>.
6) Anche lei, per il concerto della Notte Bianca,
proporrà, oltre ai suoi cavalli di battaglia, i brani classici
napoletani?
<<Certamente, e sarà una vera gioia. Come potrei non farlo?
E’il nostro patrimonio, la nostra cultura, le nostre radici>>.
7) Lei è nato a Napoli, ed è rimasto
napoletano dentro. Perché allora vive a Roma?
<<Mah. Perché mi piaceva la campagna, amavo questo tipo di
vita più tranquilla, e non mi sembra che a Napoli ce ne sia rimasta
molta, di campagna. C’è la città, e la periferia.
E’un peccato, perché noi siamo creativi, intelligenti, ma
questo non riesce a fare la differenza; penso però che anche dalla
musica si possa ripartire per cambiare l’immagine della città.
Dirò un’ovvietà, ma la musica italiana nel mondo qual
è se non quella napoletana? Abbiamo un patrimonio enorme, che non
sfruttiamo adeguatamente. “o’sole mio”, da solo, non
basta>>.
Bentornato, Peppino Gagliardi.
(11/09/2006)
L’ufficio stampa |